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 il potere del cuore

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aurora



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Data d'iscrizione: 08.02.10

MessaggioOggetto: il potere del cuore   Lun Mar 08, 2010 11:32 pm

IL POTERE DI LEGGERE IL CUORE



E’ molto bello raccontare le favole. I grandi ritornano bambini e con il cuore alleggerito dai mali oscuri del tempo, si lasciano andare. Ritorna l’antica spontaneità, la gioia, la spensieratezza e così come per incanto le labbra si muovono, ed escono pian piano le parole dolcemente dettate dall’amore.
" C’era una volta una bellissima bambina, tanto bella, quanto smemorata. Stava come si suol dire in una sorta di campana di vetro, dove rimbombavano gli echi del passato, non percepiti dal suo discernimento. Un giorno si ritrovò accanto due figure, pensò tanto, ma non riuscì a ricordare, ma nello stesso tempo non trovava il coraggio, di dir loro che li sconosceva. Anche perché la chiamavano usando il suo nome e poi la signora, ogni tanto le sorrideva rivelandole delle cose a lei familiari. Così la bimba, per non ferirli, ce la mise tutta per scoprire la loro identità e alla fine, dopo tanto lavoro, capì che erano i suoi genitori. Soffrì tanto, perché le mancavano i baci, gli abbracci e le carezze e non riusciva a confidare le sue paure, il suo grande bisogno di affetto. A volte li vedeva così grandi, come due grossi giganti. Sempre tristi, non parlavano tra di loro. Sicuramente non c’era più amore tra loro. Questo è tutto ciò che pensava la bambina. Piangeva e piangeva e si addormentava solo con le lacrime. L’oscurità della notte, serviva alla piccola per pensare. Ogni notte colma di angoscia, affidava a un angelo le sue ansie. E alla mattina daccapo a soffrire e si faceva forza a non arrendersi al suo destino. Ma Nadia, questo era il suo nome, aveva un dono speciale: riusciva a vedere ciò che gli altri non vedevano. Sapeva leggere nel cuore. Anche i vecchietti tristi e abbandonati, trasmettevano alla bambina la nostalgia dei loro ricordi passati. I ricordi lontani della loro giovinezza, il dolore di essere stati abbandonati dai loro stessi figli. E così nacque un dialogo profondo tra di loro. Si avvicinava, prendeva le mani rugose e calde dei vecchietti e parlava loro di affetto e di amore. Un giorno sentì un gran baccano e uscì curiosa. Non erano i soliti vecchietti tristi. Si trovò dinanzi a giovani spensierati e allegri che si divertivano tanto. Si unì alla compagnia, alla confusione, alle loro discoteche, ma ben presto si accorse che quei giovani nascondevano una profonda, amara tristezza. Li aiutò. Fece apparire dinanzi a loro un grande specchio, dove si riflettevano il volto dei loro cari, solcati da grande rughe di dolori, causato dai loro stessi dispiaceri, dati nel tempo. Molti a quella vista compresero. E quei giovani si ricordarono dell’aiuto ricevuto, per sempre, per tutta la loro vita. Un giorno entrò in una casa lussuosa. Aprì la prima porta e vide una bimba ammalata e triste. Anche tra i ricchi c’è tristezza, concluse nel suo cuore. Poi aprì la seconda porta e trovò un uomo che guardava dalla finestra, sembrava che la nostalgia lo stesse distruggendo. Vide in quella casa tante persone sole. Forti nel corpo, ma malati nell’anima. Vide poi tanti operatori che lavoravano in quella clinica. Tutti pagati bene. Ma ognuno faceva il suo lavoro distaccato e indifferente. Curavano senza guarire le ferite del corpo e dell’anima. La bambina capì che quegli operatori non capivano niente di amore. Esperti di medicina, ma non di affetto. La bambina capì che gli ammalati avevano bisogno di affetto e di carezze. E di nascosto dagli infermieri scoccava baci e carezze ai vecchietti e agli ammalati. In breve tutti desideravano la sua presenza, la sua parola, il suo sorriso, persino gli stessi operatori. Fece capire loro l’importanza di un gesto, l’importanza di un’attesa, l’importanza di un sorriso. Capì che gli operatori ne avevano più bisogno più degli stessi ammalati. Aveva il dono di leggere il cuore. E tutti prima o dopo si fecero leggere le loro tristezze, i loro dolori e le loro speranze. Rifiorì la casa lussuosa in affetto e in dono di solidarietà. Un giorno si addormentò nelle mani dei vecchietti e sognò che tutti potevano avere il dono di leggere il cuore. Si addormentò per sempre, regalando a tutti il suo segreto:
"C’era una volta, ma credetemi c’è ancora, tutti sanno leggere il profondo del cuore..

dal web

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